Dove posso bere l’Ayahuasca? [Parte 1/3]

Canto al Colibri (ritaglio) – By Juan Carlos Taminchi (juancarlostaminchi.com)

L’Ayahuasca, come altre cose nella vita, segue un po’ quel detto buddista secondo cui “quando l’allievo è pronto, il maestro si manifesta”. Ma dove si trova l’Ayahuasca? Che luoghi frequenta? Vediamolo assieme.

DISCLAIMER


AYAHUASCAITALIA.COM NASCE NEL 2015 CON L’OBIETTIVO DI PUBBLICARE INFORMAZIONI IN LINGUA ITALIANA RIGUARDANTI LA BEVANDA NATURALE CONOSCIUTA COME AYAHUASCA.

LA PROMOZIONE E/O ORGANIZZAZIONE DI CERIMONIE, RITUALI, LAVORI O WORKSHOP NON SONO OBIETTIVI DI QUESTO SITO.

AYAHUASCAITALIA.COM NON RAPPRESENTA O È PARTE DI ALCUNA ORGANIZZAZIONE, MOVIMENTO RELIGIOSO O SPIRITUALE E NON SOSTIENE O DIFENDE L’UTILIZZO CASUALE DI ALCUNA SOSTANZA PSICHEDELICA, NON HA ALCUNA CONNESSIONE CON L’ORGANIZZAZIONE CONOSCIUTA COME “AYAHUASCA ITALIA” O CON L’AZIENDA DENOMINATA “INNER MASTERY INTERNATIONAL”.


La patria dell’Ayahuasca è il Sud America, le tribù indigene della Foresta Pluviale Amazzonica, delle Ande e i loro Sciamani (anche chiamati curanderos, tabaqueros, ayahuasqueros, etc. a seconda delle loro conoscenze e competenze nel lavorare con le diverse piante) ne sono stati storicamente i protagonisti.

La parola “Ayahuasca” deriva dalla lingua quechua e unisce le due parole “aya”, che significa persona morta, spirito, anima o antenato, e “huasca” che significa fune o liana. Nel mondo è quindi conosciuta come la “Liana dello spirito” (anche Liana degli spiriti o Liana dei morti). Queste traduzioni trasmettono in qualche modo anche la proprietà dell’Ayahuasca di trasportare chi ne partecipa in luoghi oltre lo spazio e il tempo.

In particolare l’Ayahuasca è utilizzata da secoli negli stati del Perù, Equador, Bolivia, Chile, Argentina e Brasile) che rappresentano quindi il primo contesto dove poter bere Ayahuasca.

Lo Sciamano

La parola Sciamano indica una particolare figura di guaritore-saggio spesso presente nelle società animiste non alfabetizzate. Lo sciamano assume diverse funzioni nelle dinamiche di vita di una tribù, tra cui generalmente quella di guaritore e guida magico-religiosa.

A fare di uno sciamano uno sciamano è la sua conoscenza delle specie vegetali, delle loro proprietà e metodi di preparazione al fine di poterle utilizzare per curare ferite, dolori anche cronici e malattie. Tuttavia non dobbiamo vedere uno Sciamano come il dottore della giungla: le piante possono essere utilizzate anche per sedare o uccidere (il Curaro ad esempio, un particolare veleno con cui viene cosparsa la punta delle frecce prima della caccia è innocuo se ingerito ma capace di uccidere in pochi minuti se viene a contatto con una ferita aperta).

La sua figura, molto spesso carismatica, include il ruolo di leader religioso e mistico. Questo aspetto è legato alla capacità dello sciamano di utilizzare stati di coscienza alterata per entrare in contatto (secondo il loro sistema di credenze) con gli spiriti, i morti e in generale con realtà ultraterrene. Questi stati di trance sono spesso indotti dall’utilizzo di preparati vegetali psicoattivi che vengono masticati, bevuti (nel caso di un decotto) o inalati (in caso di polverizzazione).

In tutto questo all’Ayahuasca è riservato un ruolo molto particolare. È considerata infatti dagli sciamani la pianta maestra, in grado cioè di insegnare quale ruolo hanno le altre piante e quali metodi e preparazioni utilizzare perché si possa da loro ottenere un effetto. Alcune preparazioni sono davvero complicate e per antropologi e studiosi occidentali rimane ancora oggi un mistero come possano queste popolazioni avere avuto accesso a tali conoscenze (sembra non ci sia modo di far “confessare” gli sciamani che si ostinano a riferire che l’Ayahuasca gli ha detto che piante usare e come prepararle..!). Il Curaro stesso ha una preparazione molto complessa (non tutti sanno che è stato proprio grazie allo studio delle tribù indigene dell’Amazzonia se oggi è possibile eseguire operazioni chirurgiche sotto anestesia generale).

I rituali sciamanici

Fatte le dovute premesse, andiamo a vedere come si beve l’Ayahuasca tradizionalmente presso una tribù andina. I rituali sciamanici possono essere diversi da tribù a tribù, ma in generale sono accomunati dalle seguenti caratteristiche:

  • La cerimonia viene celebrata durante la notte, l’Ayahuasca viene servita all’ora di cena e il rito si conclude con il risveglio del partecipante il giorno seguente.
  • Il numero di partecipanti alla cerimonia è contenuto, non esiste una regola tuttavia raramente le cerimonie superano il 5-10 partecipanti (anche meno nel contesto più tradizionale).
  • Lo sciamano esegue un rituale di purificazione, protezione dagli spiriti e trasmissione delle intenzioni fumando del tabacco e recitando delle preghiere/intenzioni verso il recipiente che contiene l’Ayahuasca. A seconda del rito questa procedura può essere ripetuta verso i singoli partecipanti prima o durante la cerimonia.
  • Durante la cerimonia lo sciamano intona dei canti chiamati icaros muovendo a tempo delle foglie legate fra loro come supporto ritmico/energetico. Gli sciamani raccontano come anche gli icaros siano stati “consegnati” loro dall’Ayahuasca stessa. Sono quindi personali e diversi da sciamano a sciamano.

Partecipare ad un rituale sciamanico può essere un’esperienza molto intensa. Il buio favorisce un lavoro interiore e chi ha partecipato a questo tipo di cerimonie non di rado racconta di aver ripercorso la propria vita andando a sciogliere dei nodi importanti della propria esistenza attraverso la visione o un dialogo con i propri cari o altre “guide” che li hanno accompagnati nel loro viaggio (Vedi anche “Isabel Allende e la sua Ayahuasca”).

Conclusioni

Un primo contesto in cui bere Ayahuasca è quindi sicuramente quello di origine. In Perù nel 2008 l’Istituto di Cultura Nazionale Peruviano ha dichiarato ufficialmente i rituali indigeni a base di Ayahuasca “uno dei pilastri fondamentali della tradizione nazionale” e che in quanto tali devono essere protetti come parte del patrimonio culturale del Perù

Essendo quindi una pratica legale, il Perù è diventato meta di molte persone che vogliono intraprendere questa esperienza che ha il potenziale di cambiare in meglio il proprio rapporto con se stessi, gli altri e la natura. Esistono molti siti web che promuovono ed organizzano ritiri spirituali e/o sciamanici con Ayahuasca in Perù.

Se hai sentito la chiamata dell’Ayahuasca e vuoi intraprendere un viaggio nella sua terra natia ti consiglio di procedere con cautela e pazienza senza affrettarti e se possibile utilizzando canali e conoscenze dirette. Il Perù è infatti da qualche anno conosciuto anche per il fenomeno del “Turismo dell’Ayahuasca”, dove per fini economici vengono sacrificati qualità, intento e sicurezza.

Puoi leggere la seconda parte di questa serie:

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *