L’Ayahuasca crea dipendenza?

This Way Out – Pubblicità Alcolisti Anonimi, 2008

Al contrario, l’Ayahuasca viene utilizzata come preparato medicinale per trattare le dipendenze di alcol, fumo e persino eroina. Vediamo assieme perché.


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La parola “Ayahuasca” deriva dalla lingua Quechua, parlata da alcune tribù del Sud America (i Quechua, appunto, che si trovano in Ecuador, Perù, Bolivia, Chile e Argentina) e unisce le due parole “aya”, che significa persona morta, spirito, anima o antenato, e “huasca” che significa fune o liana. Queste traduzioni trasmettono in qualche modo anche la proprietà dell’Ayahuasca di trasportare chi ne partecipa in luoghi oltre lo spazio e il tempo.

L’Ayahuasca è conosciuta sotto molti nomi in Sud America, tra cui Caapi, Yaje e Hoasca (in Brasile) ed esistono almeno 72 diversi gruppi indigeni che ne fanno uso.

Negli ultimi anni un numero crescente di letteratura scientifica, libri e articoli su riviste stimate propone l’Ayahuasca come potenziale strumento per il trattamento delle dipendenze da alcol e droga (Celeste 2010).

Un passo avanti per capire in che modo l’Ayahuasca aiuti a trattare le dipendenze lo fanno Mitchell B. Liester e James I. Prickett con una pubblicazione scientifica intitolata “Hypotheses Regarding the Mechanisms of Ayahuasca in the Treatment of Addictions” pubblicato nel 2012 sul Journal of Psychoactive Drugs.

L’articolo espone quattro teorie basate sui quattro livelli a cui l’Ayahuasca lavora: Biochimico, Fisiologico, Psicologico e Trascendentale.

La dipendenza infatti è un fenomeno complesso che ruota attorno a molti fattori tra i quali le componenti biochimiche, fisiologiche, psicologiche e trascendentali possono giocare un ruolo importante. L’Ayahuasca sembra aiutare il trattamento della dipendenza andando a facilitare dei cambiamenti in ognuno di questi livelli.

Gli effetti dell’Ayahuasca

A livello biochimico, gli effetti dell’Ayahuasca sono legati ai suoi principi attivi: la DMT (Dimetiltriptamina) e i RIMA (Inibitori reversibili della monoamino ossidasi di tipo A). La DMT è un agonista di molti dei recettori della Serotonina (inclusi 5HT1A, 5HT2A e 5HT2C), si lega quindi ad essi in competizione con la Serotonina; i RIMA forniti dall’Ayahuasca invece inibiscono la metabolizzazione di Dopamina, Serotonina e Norepinefrina aumentandone il livello nel cervello. Un terzo effetto dell’Ayahuasca consiste in un alterazione nei livelli ormonali in particolare della Prolattina, Cortisolo e Somatotropina (l’ormone della crescita).

A livello fisiologico, gli effetti dell’Ayahuasca possono durare dalle 6 alle 12 ore. Questi effetti sono presenti in uno stato di lucidità senza perdita di chiarezza dei pensieri. Gli effetti sul tratto gastrointestinale includono la nausea, il vomito e la diarrea. Gli effetti neurologici includono il tremore, senso di torpore, dilatazione delle pupille, sinestesia e formicolio. Tra i sintomi cardiovascolari si assiste ad un aumento del battito e della pressione sanguigna. Sul piano metabolico i cambiamenti includono alterazioni nella percezione della propria temperatura corporea e sensibilità della pelle.

A livello psicologico, l’Ayahuasca genera alterazioni della percezione, delle emozioni e dei pensieri. Generalmente non c’è perdita di coscienza anche se si possono verificare stati profondi di alterazione della stessa. Alterazioni sensoriali includono frequentemente visioni ad occhi chiusi. I soggetti più descritti da chi beve Ayahuasca sono gli animali della giungla, come serpenti e giaguari, o visioni geometriche. Alterazioni uditorie sono comuni: suoni di acqua che fluisce, pioggia, voci di persone o canti. Gli effetti dell’Ayahuasca a livello emotivo includono felicità, tristezza, stupore, meraviglia, ansia, paura, sensazione di ringiovanimento e speranza. Gli effetti a livello cognitivo includono una frequenza maggiore del pensiero e possono portare a nuove intuizioni generalmente legate al proprio trascorso.

Gli utilizzatori di Ayahuasca riportano spesso di esperienze descritte come trascendentali. Aspetti che caratterizzano questo tipo di esperienze sono visioni di realtà o entità ed esseri spirituali, un senso alterato di spazio e tempo, ineffabilità, intuizioni, esperienze extra-corporee e sensazione di essere un tutt’uno con l’universo. La dissoluzione dei confini fra se stessi e gli altri possono generare la sensazione di unità con la natura.
Questo genere di esperienze sono solitamente difficili da comunicare a parole, in parte perché sono fuori dal framework percettivo di chi non ha avuto esperienze simili.

Teoria Biochimica

Tra le diverse teorie sulla dipendenza, una di queste (Pierce & Kumaresan 2006) suggerisce che la causa è il rilascio di Dopamina all’interno del sistema mesolimbico causata dall’assunzione di droghe ricreative. La Dopamina è infatti conosciuta per provocare la sensazione del piacere associata anche alla motivazione, al riconoscimento e alla dipendenza. Un eccessivo e ripetuto rilascio di Dopamina è inoltre associato a sintomi di psicosi.

Ipotesi N. 1 – L’Ayahuasca esercita le sue proprietà anti-assuefazione riducendo i livelli di Dopamina nel cervello nel percorso mesolimbico. Questo grazie agli effetti dell’Ayahuasca sui recettori della Serotonina.

Teoria Fisiologica

Il rilascio di Dopamina nel percorso mesolimbico è stato associato con la Plasticità Sinaptica, un processo in cui le connessioni tra i neuroni vengono alterate in modo permanente. La Plasticità Sinaptica è stata associata con l’apprendimento e, più recentemente, anche con lo sviluppo e il mantenimento della dipendenza.

Ipotesi N. 2 – I livelli ridotti di dopamina nel percorso mesolimbico legati all’Ayahuasca interferiscono con la plasticità sinaptica associata con lo sviluppo e il mantenimento di dipendenze.

Teoria Psicologica

Le prime ricerche sugli effetti psicologici degli allucinogeni risalgono agli anni ’60 quando si inizò ad utilizzare l’LSD perché ritenuto capace di generare un effetto così detto “psicotomimetico” in grado di simulare stati psicotici e schizofrenici permettendo così lo studio di tali malattie (il così detto “Model Psycosis Concept“).

Tuttavia, alcuni tra gli individui che assumevano sostanze allucinogene descrivevano stati molto diversi da quelli generati da una malattia mentale. Alcuni pazienti, ad esempio, erano più disposti a parlare dei propri problemi sotto l’influenza dell’LSD ed erano capaci di rivalutare il significato emotivo dei loro sintomi. Studi successivi hanno dimostrato come l’LSD migliorasse gli stati depressivi, aumentasse il senso di benessere, riducesse le compulsioni e gli stati di ansia oltre ad alcuni casi in cui sono state descritte esperienze mistiche.

Queste esperienze hanno messo in discussione il Model Psycosis Concept che si ritenne non potesse contribuire nulla riguardo la comprensione dello sviluppo della Schizofrenia. Lo psichiatra inglese Humphrey Osmond suggerisce infatti di utilizzare la parola “psichedelico” al posto di “allucinogeno” per indicare la proprietà di queste sostanze di produrre visioni col potenziale di migliorare la vita di chi ne partecipasse oltre a generare stati di coscienza alterata ed espansa.

In seguito l’LSD venne utilizzato in ambito scientifico per trattare la dipendenza dall’alcol. D’altro canto la Native American Church del Nord America già utilizzava il Peyote e i suoi effetti psichedelici per allontanare dai propri fedeli il desidero, appunto, dell’alcol.

È sulla base di questi studi che si è capita l’importanza dell’ambiente e dell’attitudine delle persone presenti durante l’esperienza rispetto alla propria reazione all’LSD. Ciò ha portato al riconoscimento dell’importanza del “Set”, ovvero delle aspettative, motivazioni e intenzioni dell’individuo, e del “Setting”, ovvero dello scenario fisico e interpersonale, nell’esperienza individuale degli psichedelici.

L’utilizzo del Peyote e dell’LSD per trattare l’alcolismo è un parallelo dell’utilizzo dell’Ayahuasca per trattare le dipendenze. Si pensa che l’Ayahuasca dia accesso a problemi emotivi nascosti e che aiuti a guarire i traumi consentendo di realizzare come le esperienze negative passate abbiano influenzato le esperienze più prossime. Si ritiene inoltre che l’Ayahuasca consenta di esperire i potenziali risultati futuri delle proprie scelte facilitando la consapevolezza delle decisioni, incluse quelle di continuare ad utilizzare o meno una certa sostanza.

Ipotesi N. 3 – L’Ayahuasca tratta le dipendenze aiutando a risolvere i traumi, incoraggiando la comprensione del potenziale risultato delle proprie scelte e aumentando la consapevolezza nelle decisioni.

Teoria Trascendentale

L’ultima ipotesi analizzata è legata alle esperienze trascendentali che possono avvenire durante l’uso di Ayahuasca. L’influenza di tali esperienze nel superamento delle dipendenze non è un fatto nuovo. Lo stesso Bill W., fondatore degli Alcolisti Anonimi, ha smesso di bere alcolici in seguito ad un esperienza trascendentale.

Ipotesi N. 4 – L’Ayahuasca tratta le dipendenze facilitando le esperienze trascendentali.

Concolusioni

Nonostante i risultati degli studi condotti negli anni ’60, in cui sono state utilizzate dosi relativamente alte di LSD durante una, e fino a tre sessioni consecutive, riportassero che un paziente su due abbandonava o riduceva in modo sensibile l’utilizzo di alcolici, le pressioni politiche e sociali hanno portato nel 1970 alla sospensione totale di qualsiasi ricerca scientifica. Negli ultimi anni tuttavia gli studi sull’utilizzo degli psichedelici e del loro potenziale nel trattamento delle dipendenze è stato gradualmente ripreso.

In questo contesto l’Ayahuasca è una medicina che ha un alto potenziale nel trattamento delle dipendenze e viene sempre più utilizzata, anche in congiunzione con un supporto psicologico o di coaching che aiuti ad integrare e sostenere nella propria vita i risultati raggiunti durante le sessioni di Ayahuasca (per un approfondimento vedi “Ho provato l’Ayahuasca, ed ora?”).

Referenze

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